Itinerari | Appennino Modenese, il CAI 425

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Venite a scoprire un bellissimo itinerario dell'appennino modenese, che si sviluppa fino alla Toscana e regala alcuni dei panorami più belli dell'intero arco appenninico. Le discese, scelte tra le più adrenaliniche e divertenti, saranno di sicura soddisfazione!
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La partenza da Fanano e l'avvicinamento al crinale appenninico

La partenza per questo giro epico sull’appennino modenese avviene dal paese di Fanano, in località Due Ponti. Il percorso inizia subito in salita su asfalto in direzione Capanno Tassoni, con una salita di 10km non troppo ripida. Dopo qualche km si incontra il centro abitato di Ospitale, dove si può fare rifornimento di acqua alla sorgente Monte Cimone. La salita prosegue senza particolari difficoltà snodandosi prevalentemente sotto la copertura di un bosco che garantsce ombra e temperature miti.
Raggiunto il rifugio di Capanno Tassoni dopo 800 metri di dislivello e 10km è un’ottima occasione per fare una pausa, rifornirsi di acqua e gustarsi una fetta di torta.
La salita riparte quindi su fondo sterrato in direzione Croce Arcana, incrociando altre due fontane prima di lasciare il sottobosco. 
Avvicinandosi al crinale il paesaggio si apre lasciando libero lo sguardo di spaziare sulla collana di cime che circondano la valle, e corrono dal monte Cimone fino al Corno alle Scale congiungendo idealmente appennino modenese e bolognese.

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Appennino modenese - dal crinale alla Doganaccia

Raggiunto il passo della Croce Arcana, punto nevralgico per altri bellissimi giri allmountain, si imbocca un singletrack in direzione Toscana. Questo sentiero ci porterà fino alla stazione sciistica della Doganaccia, che in estate ospita un piccolo bikepark. Seguendo le indicazioni per le piste si arriva ad un crocevia dal quale si diramano quattro diversi sentieri. Il più facile è posto sulla sinistra, mentre gli altri sono tecnici ed impegnativi tracciati da DH.
Preparatevi per lanciarvi in una emozionante discesa di oltre 800 metri di dislivello verso il paese sottostante, attraversando sezioni velocissime ed altre estremamente tecniche. Sono d’obbligo casco, paraschiena e ginocchiere ed è consigliata una buona tecnica di guida. 

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Dalla Doganaccia al crinale appenninico

La discesa termina alla stazione a valle di una capiente funivia,ed il consiglio è di approfittarne e farsi riportare a monte.
Raggiunta la stazione più elevata si può prendere qualche minuto di pausa e bere qualcosa di fresco al rifugio.
E’ molto consigliato, visto che ora inizierà la parte più impegnativa, ma anche più bella del giro.
Finito il momento di riposo e ricaricate le borracce ricomincia la salita, sempre su fondo ghiaiato, che riporta al passo della Croce Arcana. La pendenza è sempre costante e mai proibitiva, e dopo nemmeno 300 metri di dislivello si torna al passo che si era lasciato qualche ora prima.

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Appennino Modenese - cima Tauffi

Dal passo della Croce Arcana appena raggiunto inizia la vera sfida all’appennino modenese. La nostra via si apre alla sinistra, salendo ripida su un piccolo monte rappresentando la prima della serie di fatiche che ci aspettano per raggiungere la nostra meta. 
Il percorso, nonostante alcuni punti decisamente ripidi, è affrontabile quasi per intero in sella dai più allenati fino a raggiungere il colle dell’acqua marcia.
Da qui parte il bellissimo e tecnico sentiero 417 che ritorna a Capanno Tassoni, ma questa volta siamo in ballo per qualcosa di più.
Da questo punto in poi la via del crinale appare decisamente ripida, troppo per essere affrontata in sella, costringendoci a minuti di portage intervallati da brevi tratti sui pedali.
Le cime si susseguono una dopo l’altra tra pochi tratti in sella e molti con la bicicletta in spalla, questo è sicuramente il momento più impegnativo del giro.

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I panorami ed il sapore epico dell’impresa però faranno mettere da parte la fatica, lasciandovi gustare il silenzio e la solitudine della montagna ed il gusto del raggiungere luoghi accessibili a pochi. 
Se non altro, in sella ad una mountain bike.
Raggiunta Cima Tauffi il panorama è incredibile. 
Alla nostra destra la pianura padana, a sinistra la Toscana con l’inconfondibile Abetone. 
Di fronte a noi si staglia la maestosità del monte Cimone ed alle nostre spalle il Corno alle Scale, regalandoci una visuale a 360 gradi sulle cime più importanti della zona.

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Il CAI 425, il passo del Colombino ed il rientro a Fanano

Terminato di ammirare il panorama è ora di sistemarsi in assetto da discesa, pronti per affrontare uno dei singletrack più belli dell’intero appennino modenese.
La discesa si snoda prima su alcuni tratti aperti ed a tratti esposti, mai eccessivamente tecnici, prima di tuffarsi in un bosco di faggi con un ritmo veloce e scorrevole.
Ad un tratto ci si infila in un divertentissimo toboga tra le ginestre, in questo tratto è meglio moderare la velocità.
Ricordiamoci sempre che ci troviamo su sentieri pedonali, e la ridotta visibilità impone cautela.
Raggiunto il passo del Colombino, altro importante crocevia appenninico, la discesa prosegue in direzione Fanano. 

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Segmenti velocissimi, altri più guidati e passaggi tecnici su pietra impongono padronanza del mezzo ed attenzione. 
La discesa è lunghissima e prosegue per mille metri di dislivello negativo, mettendo alla prova biciclette e riders. 
Arrivati al termine del CAI 425 si incrocia una strada forestale da discendere tenendo la sinistra all’unico bivio. 
Imboccate poi sulla destra un sentiero contrassegnato da un cartello con la dicitura “madonna del ponte”. 
Questo sentiero è tecnico e lastricato di rocce, con tornanti molto stretti ed un grip basso. Non è cosa per deboli di cuore. 
Terminato anche questo prendiamo il sentiero a destra prima del ponte per rientrare a Fanano attraverso il campeggio Ecoday-il Castagno, che tra le altre cose organizza risalite furgonate sui migliori sentieri della zona.. 

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Appennino modenese - conclusione del giro

Affrontare un giro di questa entità rende necessaria una buona forma fisica e di controllo del mezzo.
Le discese, lunghe e tecniche, non risparmiano sospensioni e coperture mentre le lunghe salite con tratti di portage metteranno alla prova ogni rider.
Affrontare il crinale significa guadagnarsi i panorami più belli ed alcuni dei sentieri più divertenti dell’intero appennino modenese,.
Non bisogna dimenticare, però, che l’area può mutare climaticamente all’improvviso e le riserve di cibo ed acqua dovranno sempre consentirvi la piena autonomia.
Con questi piccoli accorgimenti non avrete problemi ad affrontare questa sfida, togliendovi grandissime soddisfazioni.

Alberto Cavenaghi

Alberto Cavenaghi

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PMP Bike è un’azienda italiana che da più di 30 anni produce componenti di alta gamma in titanio, carbonio ed alluminio per il ciclismo.
I progettisti di PMP Bike sono ingegneri altamente qualificati ma, prima di tutto, ciclisti appassionati.
Lo stile e il design del prodotto identificano il brand PMP Bike per classicità e semplicità funzionale.

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